<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-6384545553887411222</id><updated>2012-02-10T09:50:51.397-08:00</updated><title type='text'>IL NANO GIALLO</title><subtitle type='html'>"eri già qui prima di entrare e quando esci non saprai che rimani"
J.L.BORGES</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://ilnanogiallo.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6384545553887411222/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnanogiallo.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Il Nano Giallo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04113679099816813378</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>7</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6384545553887411222.post-5043969397681546865</id><published>2012-02-10T09:48:00.000-08:00</published><updated>2012-02-10T09:50:51.404-08:00</updated><title type='text'>EMPORIO</title><content type='html'>"Temo il Signore che passa". Sant'Agostino&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6384545553887411222-5043969397681546865?l=ilnanogiallo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnanogiallo.blogspot.com/feeds/5043969397681546865/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6384545553887411222&amp;postID=5043969397681546865&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6384545553887411222/posts/default/5043969397681546865'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6384545553887411222/posts/default/5043969397681546865'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnanogiallo.blogspot.com/2012/02/emporio.html' title='EMPORIO'/><author><name>Il Nano Giallo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04113679099816813378</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6384545553887411222.post-6462786937647839788</id><published>2012-02-10T09:38:00.000-08:00</published><updated>2012-02-10T09:40:09.674-08:00</updated><title type='text'>Altro che Ungheria</title><content type='html'>Altro che Ungheria. In pericolo è la nostra libertà&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Antonio Socci&lt;br /&gt;09-01-2012&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non mi piace (e mi preoccupa) l’andazzo del governo di Victor Orban, in Ungheria: penso che il Partito popolare europeo (di cui Orban è vicepresidente) dovrebbe discuterne subito.&lt;br /&gt;Ma vedendo che Corriere della sera e Repubblica già lanciano la crociata contro il governo di Budapest, eletto da una maggioranza di due terzi, mi chiedo: siamo sicuri che noi italiani possiamo permetterci il lusso di dare lezioni all’Ungheria?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;COMPAGNO NAPOLITANO&lt;br /&gt;Temo che gli ungheresi possano dirci: cari signori italiani che volete insegnarci il liberalismo, voi avete eletto presidente della Repubblica, dunque simbolo morale di tutta la vostra nazione, e tutti i giorni incensate sui giornali (a cominciare da Corriere, Repubblica e Stampa), un uomo politico che fu dirigente del Partito comunista di Togliatti e di Stalin.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’on. Napolitano, nel 1956, quando i carri armati sovietici schiacciarono nel sangue il nostro popolo che chiedeva libertà, si pronunciò così: “L’intervento sovietico ha non solo contribuito a impedire che l’Ungheria cadesse nel caos e nella controrivoluzione ma alla pace nel mondo”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quell’invasione (“per la pace”) massacrò 2700 ungheresi, oltre alla libertà e all’indipendenza di quel Paese. Congelando un’evoluzione che poteva iniziare allora e non nell’89.&lt;br /&gt;Noi replicheremo che Napolitano ha poi riconosciuto l’errore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci mancherebbe! Volete che quarant’anni dopo, a comunismo crollato – ci diranno gli ungheresi – esaltasse ancora l’invasione?&lt;br /&gt;Ma il passato conta e non può essere cancellato. Specie se uno non si ritira in pensione, ma diventa presidente della Repubblica. E specie se volete dar lezioni di libertà a noi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D’altra parte, bisogna ammettere che se si legge l’ “autobiografia politica” di Napolitano intitolata “Dal Pci al socialismo europeo” (Laterza), uscita nel 2005, alla vigilia della sua elezione al Quirinale, la “revisione” sui fatti ungheresi sembra ancora il dibattito interno al Pci: dà ragione ad Antonio Giolitti e a Di Vittorio, riconosce che avevano ragione i dirigenti comunisti ungheresi che si opposero ai carri armati e furono spazzati via, ma non dà ragione agli anticomunisti.&lt;br /&gt;Ed evita di fare i conti con tutta la verità storica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;RIVELAZIONI SU TOGLIATTI&lt;br /&gt;Per esempio. Si era sempre scritto che il Pci avesse “solo” (sic!) applaudito sull’Unità i cingolati del tiranno e condannato gli operai che chiedevano pane e libertà come “controrivoluzionari”, “teppisti” e “spregevoli provocatori”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma Togliatti non fece solo questo.  Lo si è scoperto alla fine del 1992, quando il presidente russo Eltsin consegnò al presidente ungherese i documenti riguardanti l’invasione dell’Ungheria che erano custoditi negli archivi segreti dell’ex Urss.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da quella documentazione si è scoperto che il 30 ottobre 1956 il presidium del comitato centrale sovietico - in linea con la destalinizzazione di Kruscev - aveva deciso all’unanimità di evitare l’intervento armato in Ungheria. Invece il giorno dopo capovolse tutto e decise di “restaurare l’ordine in Ungheria”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A cosa fu dovuta questa retromarcia?&lt;br /&gt;Si è ipotizzato che a modificare la prima decisione sovietica – scrivono Zaslavskj ed Aga-Rossi – “contribuirono le prese di posizione di alcuni rappresentanti del blocco comunista a favore di un intervento. A questo proposito rimane da approfondire il ruolo avuto dal telegramma di Togliatti” dove costui “definì gli avvenimenti ungheresi ‘la rivolta controrivoluzionaria’ e sollecitò il governo sovietico a prendere una posizione chiara, per evitare che assumessero una ‘direzione reazionaria’ ”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa è appunto la scoperta: una lettera (dura con gli ungheresi) di Togliatti spedita urgentemente, per telegramma, a Mosca proprio quel 30 ottobre tramite l’ambasciata sovietica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Togliatti - essendo stato così vicino a Stalin - aveva allora un grosso peso nel mondo comunista internazionale, infatti “all’interno dell’Unione Sovietica la sua lettera fu utilizzata dall’apparato di propaganda per giustificare l’intervento” (Zaslavskj).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dunque oggi si può dire che il ruolo del leader del Pci non fu solo quello di lodare i carri armati che invasero l’Ungheria per “sbarrare la strada al terrore bianco e schiacciare il fascismo nell’uovo”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di tutto questo Victor Zaslavskj ha scritto in due volumi del 1997 e del 2004, ma Napolitano nel suo libro del 2005 non ne fa alcuna menzione. E continua a sostenere che l’errore del Pci fu solo “la giustificazione del sanguinoso intervento”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È ANCORA COMUNISTA?&lt;br /&gt;Del resto tutta la revisione di Napolitano appare indulgente e “continuista”. Mai una vera rottura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pur essendo approdato, come dice il titolo del libro, al “socialismo europeo”, da nessuna parte egli scrive che avevano ragione gli anticomunisti (come il cardinale Mindszenty o come Luigi Gedda e Pio XII).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non mi pare che scriva che fosse immorale e ingiustificabile sostenere le disumane tirannie comuniste e propagarne le stomachevoli menzogne. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anzi. Si legge talora una sorprendete apologia del Pci degli anni Quaranta, proprio il periodo di Stalin. Ci si aspettava che almeno nel 2005 Napolitano riconoscesse l’enorme merito storico della Dc, di avere letteralmente salvato la libertà e l’indipendenza dell’Italia dalla minaccia (anche militare) comunista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E invece scrive testualmente che “dopo le elezioni del 18 aprile 1948, la Democrazia cristiana (…) intraprese coi suoi alleati di governo una politica che risultò oscurantista e perfino liberticida rispetto ai valori della laicità dello Stato, ai diritti costituzionali dell’opposizione, alle espressioni culturali e artistiche non gradite”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi sottolinea quanto fosse “persuasiva la strategia di opposizione del Pci” elogiando “il successo di una vigorosa e ben motivata azione politica del Pci, che lo qualificò come partito difensore della Costituzione repubblicana e della libertà della cultura, e che fu certamente benefica per il paese, per la democrazia italiana” (pagg. 16-17).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dunque il Pci di Togliatti e di Stalin fu il salvatore della democrazia e della libertà, mentre la Dc di De Gasperi fu “liberticida” e “oscurantista”. Scritto nel 2005, alla vigilia dell’elezione al Colle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vogliamo oggi dar lezioni all’Ungheria?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NOI NON SIAMO PIU’ LIBERI&lt;br /&gt;Bisognerebbe essere stati sempre liberaldemocratici e anticomunisti, come pure antifascisti (teniamo conto che questo Orban fu un oppositore del regime comunista ungherese). Ma in Italia pochi lo sono stati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fa bene il “Corriere” ad attaccare Orban  perché “la nuova Carta rende retroattivamente ‘responsabili dei crimini comunisti’ commessi fino al 1989 i dirigenti dell’attuale partito socialista (ex comunista)”, ma noi siamo stati sempre netti nella condanna del comunismo, senza amnesie e reticenze?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ sacrosanto criticare le decisioni del governo ungherese se limitano la libertà di stampa o altre libertà o i diritti delle minoranze. Ma perché condannare il riferimento a Dio nella Costituzione (“Dio benedica gli ungheresi”), un motto uguale a quello delle istituzioni americane o inglesi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Corriere pone fra i capi di imputazione il fatto che la nuova Costituzione “stabilisce che l’embrione è un essere umano sin dall’inizio”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ forse un crimine? Li condanniamo dall’alto di milioni di aborti legalizzati in Europa? Magari mentre digeriamo senza proteste la legge sugli aborti forzati in Cina che fa milioni di vittime?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Repubblica imputa a Orban di aver varato “una legge che toglie autonomia alla banca centrale, sfidando Bce e Fmi”. Ma la sovranità spetta ai popoli o a Bce e Fmi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo più liberi e liberali noi italiani che abbiamo consegnato la nostra sovranità a un ente privato come la Bce o alla Bundesbank, facendoci dettare da loro il programma di governo e il nuovo governo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo più liberi noi, ormai costretti a lavorare gratis per lo stato fino ad agosto e a consegnare alle banche i nostri stipendi, senza più neanche il diritto di prelevare liberamente i nostri soldi dovendo giustificare prima allo stato come intendiamo spenderli? Sarebbe questa la libertà che vogliamo insegnare all’Ungheria?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da Libero 5 gennaio 2012&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6384545553887411222-6462786937647839788?l=ilnanogiallo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnanogiallo.blogspot.com/feeds/6462786937647839788/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6384545553887411222&amp;postID=6462786937647839788&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6384545553887411222/posts/default/6462786937647839788'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6384545553887411222/posts/default/6462786937647839788'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnanogiallo.blogspot.com/2012/02/altro-che-ungheria.html' title='Altro che Ungheria'/><author><name>Il Nano Giallo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04113679099816813378</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6384545553887411222.post-4363370669000439072</id><published>2012-02-10T09:33:00.000-08:00</published><updated>2012-02-10T09:34:58.912-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Non spegenere la tua luce, Europa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;di Angelo Bagnasco&lt;br /&gt;10-02-2012&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Recentemente, parlando della centralità della quaestio fidei che Benedetto XVI ha proposto all’attenzione di tutta la Chiesa indicendo l’Anno della fede  – strettamente legato alla memoria vitale del Concilio Vaticano II e ai vent’anni del Catechismo della Chiesa Cattolica – osservavo che oggi, nella nostra Europa, «sembra esistere qua e là una strana reticenza a dire Gesù, una sorta di stanchezza, uno scetticismo talora contagioso».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre in Africa, Asia, America latina, la freschezza del cristianesimo si tocca con mano e giovani Chiese (come la Corea del Sud) crescono a ritmi vertiginosi, da noi non si registra lo stesso slancio, il medesimo ardore nell’annuncio di Gesù Cristo Signore e Salvatore, per cui «la fede corre il pericolo di spegnersi come una fiamma che non trova più alimento». L’abitudine ci ha sopraffatto? Siamo forse diventati ripetitori stanchi di un cristianesimo scontato e insipido, di una parola che non trafigge il cuore e non muove a conversione, di un’alternativa di vita che non affascina? Consapevole che in molti Paesi di antica cristianità la fede non va più presupposta ma suscitata e coerentemente sostenuta, che cristiani non si nasce ma si diventa, e che la missione cristiana sta diventando questione culturale e antropologica più che geografica – le nuove terre da evangelizzare sono vicine e spesso contigue –, la Chiesa ha individuato come necessaria e urgente una stagione di nuova evangelizzazione perché la trasmissione della fede possa ritrovare fluidità e diventare frutto quotidiano di ogni vissuto cristiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tornando a dire "Gesù Cristo" come cuore del Vangelo, e del cristianesimo che dal Vangelo sgorga e prende forma, poiché «il Vangelo non è un sistema di articoli di fede e di precetti morali, e ancor meno un programma politico, bensì una persona: Gesù Cristo come Parola definitiva di Dio, fatta uomo… L’obiettivo della trasmissione della fede è dunque la realizzazione di questo incontro con Gesù Cristo, nello Spirito, per giungere a fare esperienza del Padre suo e nostro». Benedetto XVI, parlando di nuova evangelizzazione in qualità di prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede nell’anno del Grande Giubileo, ne indicava quattro contenuti preminenti: conversione, Regno di Dio, Gesù Cristo, vita eterna. Il tema di Dio, infatti, non può che rimandare a Cristo poiché solo in lui il tema diventa realmente concreto: se infatti Cristo si offre come la strada della vita, la sequela ha come scopo l’assimilazione a Lui. [...]&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;La questione di Dio e Gesù Cristo sono dunque inestricabili, e solo senza dividere Dio da Gesù  possiamo rendere presente il mistero cristiano agli uomini e alle donne del nostro tempo. Riscrivendo, dopo più di trent’anni, la Prefazione al suo libro teologico più conosciuto, Introduzione al cristianesimo, Joseph Ratzinger-Benedetto XVI mette ben in evidenza che «se Dio si è fatto realmente uomo e, quindi, in Gesù Cristo è al tempo stesso vero uomo e vero Dio, Gesù partecipa come uomo al presente di Dio, che abbraccia tutti i tempi. Allora e soltanto allora Dio non è mero passato, ma è presente tra gli uomini, nostro contemporaneo nel nostro oggi».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma se in Cristo Dio diventa contemporaneo a ogni tempo, è anche vero che solo attraverso la contemporaneità a Cristo gli uomini  e le donne di ogni tempo diventano autenticamente cristiani, come scrive Kierkegaard nell’incipit di Esercizio del cristianesimo: «Sono passati ormai diciotto secoli da quando Gesù Cristo camminava sulla terra. Ma non si tratta di un fatto come gli altri i quali, una volta passati, si dileguano nella storia e a lungo andare cadono nell’oblio. Invece la sua presenza in terra non diventerà mai un evento del passato, tanto meno qualcosa di sempre più passato qualora si trovi ancora la fede sulla terra (Lc 18,8); infatti, se questa manca, la vita terrena di Cristo diventa un fatto remotissimo. Ma fin quando esiste un credente, bisogna ch’egli per essere divenuto tale, sia stato e, come credente, sia contemporaneo della sua presenza come i primi contemporanei; questa contemporaneità è la condizione della fede o più esattamente essa è la definizione della fede». Essa rende il credente contemporaneo di Gesù.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Inoltre, se Dio nell’Antico Testamento si rivela come un Dio geloso (cfr Es 34,14), e la gelosia è un linguaggio dell’amore, allora possiamo riconoscere in Gesù di Nazaret la forma radicale e compiuta della gelosia divina, della sua passione per l’uomo. Gelosia che, a differenza dell’uomo, porta Dio non al possesso ma all’offerta di sé, non al dominio ma all’autoesposizione: non distrugge l’altro per possederlo, ma per l’altro abbassa se stesso fino a morire. Per questo in Cristo l’uomo scopre il volto di Dio e quindi l’identità dell’umano. Fuori da Cristo, facilmente perde se stesso, non sa più chi è e dove va venendo meno il riferimento ultimo decisivo perché trascendente e immortale. È, quella sul senso ultimo e definitivo della vita e del mondo, sull’enigma del tempo e della morte, la questione che attraversa la storia umana: senza andare alla grande tragedia greca, basta pensare al Foscolo, al Leopardi, e – più vicino a noi – a Salvatore Quasimodo: «Ognuno sta solo sul cuor della Terra / trafitto da un raggio di sole/ ed è subito sera».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;O anche a Van Gogh: «L’infinito e il miracoloso ci sono necessari, ed è giusto che l’uomo non si accontenti o che non sia felice finché non li ha conquistati» (Lettera a Theo, n.121, aprile 1878). E noi, sapendo che Dio è grazia, precisiamo che il solo modo possibile per "conquistarlo" è esserne conquistati. Nel 1880, il medesimo artista scriveva ancora al fratello Theo: «Ora io credo che quanto vi è di buono e di bello, di bellezza interiore morale, spirituale e sublime negli uomini e nelle loro opere, tutto ciò venga da Dio… Cerchiamo di capire la parola definitiva contenuta nei capolavori dei grandi artisti, dei veri maestri, e troveremo Dio. Qualcuno lo avrà scritto o detto in un libro, qualcun altro in un quadro» (Lettera a Theo, n. 133, luglio 1880).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Gesù Cristo, nel cielo della storia finalmente risplende la verità di Dio: Egli è apparso, si è mostrato, è uscito dalla luce inaccessibile: «Dio è pura bontà – scrive Benedetto XVI –. Anche oggi, persone che non riescono più a riconoscere Dio nella fede, si domandano se l’ultima potenza che fonda e sorregge il mondo sia veramente buona, o se il male non sia altrettanto potente ed originario quanto il bene  e il bello» (Omelia di Natale, 24.12.2011). «Egli (Cristo) è per così dire l’esplosione dell’amore di Dio, che fa splendere sul mondo il grande fulgore del suo cuore» (Benedetto XVI, Omelia dell’Epifania, 6.1.2012). Non è forse vero che l’attrattiva di Gesù e del suo Vangelo nasce anche dalla corrispondenza con il cuore umano? Che la sua vita e le sue parole fanno eco a quanto l’umanità attende da sempre? All’invocazione più profonda, ai tormenti e alle corde dell’essere di ogni uomo? Il Verbo incarnato è la risposta personale anche alla domanda che emerge incomprimibile dal cosmo stesso che, attraverso la punta arroventata della coscienza, pone l’invocazione ontologica, interroga  "qualcuno" circa la sua origine e il suo destino. Sì, nel paradosso umano, Cristo corrisponde, e l’intelligenza pensosa e libera comprende e s’incammina. [...]&lt;br /&gt;Nei suoi due volumi su Gesù di Nazaret, Benedetto XVI presenta Gesù come colui che prende sulle spalle la colpa dell’intera umanità. Nel Battesimo al Giordano il Figlio prediletto «essendo della stessa natura di Dio, può prendere su di sé tutta la colpa del mondo e la esaurisce soffrendola fino in fondo – nulla tralasciando nella discesa nell’identità di coloro che sono caduti. Questa lotta è la "svolta" dell’essere, che produce una nuova qualità dell’essere, prepara un nuovo cielo e una nuova terra».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella passione e morte di Gesù «tutto lo sporco del mondo viene a contatto con l’immensamente Puro», ed è così che il dolore dell’amore infinito assume, annulla e trasforma il peccato sia esso inteso come malum mundi che come mala mundi. Insomma Gesù è salvatore, e la forza salvifica della sua presenza nella storia va ribadita con tutta chiarezza a fronte di una opacizzazione della figura di Cristo attraverso la sua riduzione a "maestro interiore" in certe spiritualità disincarnate a sfondo gnostico, a "mito", a "cifra di una bontà generica" ma senza fondamento in talune letture solo umanistiche, a "fonte di consolazione" per tamponare l’ansia esistenziale in forme religiose autoreferenziali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A collegare trasversalmente queste figure di non credenza, di credenza blanda e intermittente, è la distorsione di fondo che porta a leggere Gesù a partire da bisogni soggettivi, senza mai lasciarsi interpellare da lui e quindi senza mai incontrarlo veramente. Scrive Ratzinger: «Oggi si è ampiamente affermata, anche tra i credenti, l’immagine di un Gesù che nulla esige, che mai biasima, che tutto e tutti accoglie, che in ogni cosa ci approva». Cosa ne è, in tale prospettiva, del Gesù che non è venuto «a portare la pace ma la spada» (Mt 10,34), che invita il discepolo a perdere la vita e a prendere la croce (cf. Mt 10,38-39), che viene come lo sposo nel cuore della notte (cf. Mt 25,1-13)? Nessuna salvezza è possibile senza incontrare (e nella parola incontro c’è anche il confronto chiaro e netto) personalmente Gesù vivo e vero nella sua comunità che è la Chiesa.&lt;br /&gt;Separare Cristo dalla sua Chiesa è operazione che conduce alla falsificazione sia dell’uno che dell’altra. Cristo senza la Chiesa è realtà facilmente manipolabile e presto deformata a seconda dei gusti personali, mentre una Chiesa senza Cristo si riduce a struttura solo umana e in quanto tale struttura di potere. Non a caso il riduzionismo mediatico, che coglie ben poco dell’aspetto misterico della Chiesa, della sua configurazione comunitaria-spirituale e della sua volontà di conformazione a Cristo, ne fa spesso una lettura esclusivamente "politica" e quindi univoca e parziale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse, soprattutto le giovani generazioni faticano a cogliere la Chiesa come istituzione non solo umana e, non a caso, nell’Eucaristia che ha concluso il suo viaggio apostolico a Madrid in occasione della XXV Giornata mondiale della Gioventù, il Papa si è rivolto alla folla con queste parole: «Sì, la Chiesa non è una semplice istituzione umana, come qualsiasi altra, ma è strettamente unita a Dio. Lo stesso Cristo si riferisce ad essa come alla "sua" Chiesa. Non è possibile separare Cristo dalla Chiesa, come non si può separare la testa dal corpo (cfr 1Cor 12,12)» . Una conversione a Cristo che non fosse al contempo ingresso o inserimento più profondo nella sua Chiesa, mancherebbe del suo esito decisivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo, anche la Chiesa può essere ferita dalla realtà del peccato, poiché nel suo seno raccoglie santi e peccatori. Lo scandalo, le infedeltà, le fragilità dei singoli sono sempre possibili, anche se va detto che il peccato e la santità si possono attribuire alla Chiesa solo a titolo diverso. Mentre la santità è qualità della Chiesa garantita da una delle quattro "note" contenute nel Credo, ed è inoltre compito della Chiesa accompagnare e sostenere i suoi membri nel cammino verso la santità, il peccato non può mai avere legittimamente come causa la Chiesa, anzi è quanto più la contrasta e deforma. Nel suo continuo convertirsi a Cristo, la Chiesa santa e insieme sempre bisognosa di purificazione (sancta simul et sempre purificanda) tende con tutte le sue forze a farsi trasparenza di Cristo luce delle genti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Essa vive di Cristo e dell’annuncio di Lui come salvatore del mondo. È questa, non altra, la strada che Benedetto XVI invita a percorrere, sapendo che la Chiesa nella sua umiltà perpetua in sè l’incarnazione del Verbo di Dio, ne garantisce la presenza in mezzo a noi, e ne irradia l’amore per gli uomini. L’appello dolce ed insistente alla riforma sta tutto qui, perché il volto della Chiesa diventi trasparente al volto di Cristo, il quale a sua volta è la definitiva rivelazione dell’amore di Dio per ogni uomo, grazie al dono dello Spirito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da Avvenire del 10 febbraio 2012&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6384545553887411222-4363370669000439072?l=ilnanogiallo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnanogiallo.blogspot.com/feeds/4363370669000439072/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6384545553887411222&amp;postID=4363370669000439072&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6384545553887411222/posts/default/4363370669000439072'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6384545553887411222/posts/default/4363370669000439072'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnanogiallo.blogspot.com/2012/02/non-spegenere-la-tua-luce-europa-di.html' title=''/><author><name>Il Nano Giallo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04113679099816813378</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6384545553887411222.post-6481662356725180693</id><published>2012-02-10T02:42:00.000-08:00</published><updated>2012-02-10T02:51:02.132-08:00</updated><title type='text'>Narbonne</title><content type='html'>In quasi tutte le occasioni nelle quali &lt;br /&gt;incontrai qualcuno,&lt;br /&gt;ho incontrato un altro.&lt;br /&gt;(G. K. Chesterton)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;col mare mi son fatto &lt;br /&gt;una bara di freschezza &lt;br /&gt;(G. Ungaretti)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Narbonne&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il vento se l'è portato via. Lui in piedi sul cassero del Narbonne guardava le vele gonfiarsi. Solo e assorto, come si è un attimo prima di impartire gli ordini, come le innumerevoli volte che glielo abbiamo visto fare. L'immagine è nitida e nelle parole che nessuno ascolterà più è il suo segreto. Se ne andò e noi non ci sentimmo più protetti. Capimmo subito che le nostre parole erano valse un addio. Capimmo che la nave, quella meraviglia dei mari, nonostante il capitano, nonostante che avesse combattuto e vinto a largo dell'isola di Tromelin la più dura delle battaglie, sarebbe stata inghiottita alla prima forte burrasca, al primo schianto sulla paratia di dritta avrebbe ceduto e si sarebbe inabissata, piegata dal mare. Dentro e fuori, a prua come a poppa, lungo le murate, le frisate e i trincarini, ogni cosa non sarebbe stata mai più lavata, redazzata o strofinata da scopa e tele. Nell'abisso i ponti bagnati sarebbero marciti cosparsi di sabbia. A lui ed a tutti i capitani che la Provvidenza ci ha fatto conoscere o che non vedremo mai, potremmo dire : “abbiamo sempre compiuto  il nostro dovere”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avvistammo la Mary Celeste a largo delle isole Azzorre la mattina del 27 novembre 1872. &lt;br /&gt;All“'ehi della nave”gridato due volte dal capitano non avemmo risposta. Sulla tolda non scorgemmo nessuno. La Mary Celeste ci passò accanto spinta alla deriva. Le vele in alcuni punti strappate avevano le gabbie terzarolate di una mano. Scivolando sulle acque come un fantasma sembrava seguire la nostra medesima rotta.&lt;br /&gt;Il capitano diede ordine al primo ufficiale che comandava la guardia di stare attento e di non muovere foglia, avremmo continuato, nonostante le regole del mare, la nostra navigazione.&lt;br /&gt;“State al vostro posto” continuava a gridare il capitano,di lì a pochi minuti, come se il Cielo avesse voluto inchiodarci a quel maledetto brigantino vedemmo correrci addosso delle nuvole nere come la pece. Facemmo appena in tempo ad alare sulle scotte e sui paranchini, a fare terzaruoli ed a serrare, che una furia di vento e pioggia ci colpì come non ne avevamo mai visto prima. Il vento ci sferzò per tutta la notte sempre di prua e il mare agitatissimo più volte sembrò inghiottire la nostra  silenziosa ombra. Più e più volte sfilammo la Mary Celeste cercando di allontanarci da quel legno alla deriva mentre l'aria si abbuiava come fosse notte e dei boati simili a scoppi di cannone s'udivano provenire dai masconi. Bagnati fradici obbedimmo al  primo ufficiale in attesa che tutto si calmasse. Dandoci la voce ognuno di noi cercava di non perdersi d'animo. Pregammo in quel modo particolare che si si prega sulle navi: sbuffando e sbavando acqua, aggrappandoci ad ogni cosa che per qualche istante ci sembrava stabile e sicura.  &lt;br /&gt;Alle prime luci della mattina con  le vele al basso terzaruolo e sferzati dal vento filammo in avanti. Smontando la guardia, fradici come se ci fossimo buttati in quel tremendo mare, scendemmo al castello di prora, sfiniti dal freddo e dalla fatica. Mangiammo pane secco e bevemmo , ognuno in silenzio si sistemò come doveva, cercando gli occhi del compagno più vicino, nell'attesa di rompere quella strana paura che ci aveva ormai pervaso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6384545553887411222-6481662356725180693?l=ilnanogiallo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnanogiallo.blogspot.com/feeds/6481662356725180693/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6384545553887411222&amp;postID=6481662356725180693&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6384545553887411222/posts/default/6481662356725180693'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6384545553887411222/posts/default/6481662356725180693'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnanogiallo.blogspot.com/2012/02/narbonne.html' title='Narbonne'/><author><name>Il Nano Giallo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04113679099816813378</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6384545553887411222.post-6642309431198801973</id><published>2010-07-22T09:09:00.000-07:00</published><updated>2012-02-10T09:31:46.067-08:00</updated><title type='text'>IL NANO GIALLO</title><content type='html'>&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6384545553887411222-6642309431198801973?l=ilnanogiallo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnanogiallo.blogspot.com/feeds/6642309431198801973/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6384545553887411222&amp;postID=6642309431198801973&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6384545553887411222/posts/default/6642309431198801973'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6384545553887411222/posts/default/6642309431198801973'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnanogiallo.blogspot.com/2010/07/il-nano-giallo.html' title='IL NANO GIALLO'/><author><name>Il Nano Giallo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04113679099816813378</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6384545553887411222.post-5503293854885676297</id><published>2010-07-22T00:36:00.000-07:00</published><updated>2010-07-22T00:39:44.314-07:00</updated><title type='text'>L.E. SOLDATO REGIO,MORTO.</title><content type='html'>Da oltre quattro anni la guerra continua. Da quattro anni sono in terra straniera. Qua ci sono il filo spinato, il campo di concentramento, le sentinelle nere armate di lancia e di fucile; qui ci sono la fame, la sete, le angherie del nemico. Di fronte a tanta misera realtà anche il più buono degli uomini si stanca e si ribella; cerca di fuggire dai rumori sinistri e dalle sentinelle. Bisogna fuggire, cercare un angolo dove ci sia un po’ di pace. E allora eccomi lontano dal campo, eccomi presso una famiglia sudafricana dove lavoro, e nel lavoro distolgo dalla mente i più cupi pensieri. Vicino alla città, vicino ai rumori di Pretoria, vicino ai morti. Tutto intorno è bello e maestoso; una casa e poi un'altra ancora ed assieme fanno da sentinelle a tutto. Io penso a questi anni passati in esilio e alla gioventù tradita. Io, classe 1914, soldato regio,morto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6384545553887411222-5503293854885676297?l=ilnanogiallo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnanogiallo.blogspot.com/feeds/5503293854885676297/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6384545553887411222&amp;postID=5503293854885676297&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6384545553887411222/posts/default/5503293854885676297'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6384545553887411222/posts/default/5503293854885676297'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnanogiallo.blogspot.com/2010/07/le-soldato-regiomorto.html' title='L.E. SOLDATO REGIO,MORTO.'/><author><name>Il Nano Giallo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04113679099816813378</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-6384545553887411222.post-5970997129911475922</id><published>2010-07-21T08:57:00.001-07:00</published><updated>2010-07-21T08:57:48.240-07:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>"Difendi, conserva, prega!"&lt;br /&gt;P.P.Pasolini , Saluto e augurio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/6384545553887411222-5970997129911475922?l=ilnanogiallo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://ilnanogiallo.blogspot.com/feeds/5970997129911475922/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=6384545553887411222&amp;postID=5970997129911475922&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6384545553887411222/posts/default/5970997129911475922'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/6384545553887411222/posts/default/5970997129911475922'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://ilnanogiallo.blogspot.com/2010/07/difendi-conserva-prega-p.html' title=''/><author><name>Il Nano Giallo</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04113679099816813378</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
